Settimana Santa a Saragozza: quando i tamburi conquistano la città

La Settimana Santa di Saragozza forse non è famosa quanto quella di altre città spagnole, ma meriterebbe di esserlo. A tutto ciò che ci si aspetta da una Settimana Santa —processioni, confraternite, solennità, raccoglimento e profumo d’incenso— Saragozza aggiunge qualcosa di davvero unico: l’emozione di ascoltare migliaia di tamburi e grancasse che risuonano all’unisono durante le sfilate. Pura energia.

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Cosa sapere per vivere la Settimana Santa a Saragozza

Dichiarata Festa di Interesse Turistico Internazionale, la Settimana Santa di Saragozza si svolge tra il Venerdì dei Dolori (27 marzo) e la Domenica di Pasqua (5 aprile). Durante questi giorni, più di 15.000 confratelli appartenenti a 25 confraternite porteranno i pasos per le strade in oltre 50 processioni, accompagnate da fino a 4.000 tamburi e grancasse. Qui la Settimana Santa sembra quasi ruggire.

 

Con così tanti eventi tra cui scegliere, è normale sentirsi un po’ sopraffatti. Per questo, per la sua bellezza e spettacolarità, consigliamo di assistere alla Processione del Pregón. Si svolge sabato 28 marzo alle ore 18, con partenza dalla chiesa di Santa Isabel. Durante il percorso, la processione si ferma in Plaza del Pilar, dove viene proclamato il pregón che inaugura ufficialmente la Settimana Santa di Saragozza.

 

Particolarmente suggestiva è anche la Processione del Santo Entierro. Si celebra il Venerdì Santo e riunisce i confratelli delle 25 confraternite, che percorrono insieme le strade del centro città. Si dice che sia la processione più lunga e più antica della Spagna.

Cosa vedere e cosa vivere

Per iniziare, il nostro consiglio è semplice: passeggiare per le strade e scoprire una Saragozza diversa da quella che si incontra di solito. Vale la pena fare tappa più volte in Plaza del Pilar, dove lo spettacolo dei tamburi e delle grancasse diventa ancora più impressionante in un contesto così monumentale.

 

Segna anche la processione dell’Encuentro Glorioso, che si celebra la Domenica di Pasqua. Come suggerisce il nome, rappresenta l’incontro tra Cristo Risorto e la Vergine Maria. La scena si svolge nella piazza tra il suono delle campane, le jotas tradizionali e, naturalmente, il fragore dei tamburi.

 

E sì, sappiamo che le processioni sono il cuore della Settimana Santa, ma c’è anche tempo per allontanarsi un po’ dal trambusto delle strade. Avvicinati al Puente de Piedra per scattare una delle migliori fotografie della Basilica del Pilar, passeggia lungo le rive dell’Ebro —che in questo periodo dell’anno di solito scorre con una portata più abbondante— oppure scopri angoli meno conosciuti della città.

 

Hai mai visitato il Palazzo dell’Aljafería? La sua storia si svela passo dopo passo e l’arte mudéjar che lo caratterizza è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Oppure puoi seguire il percorso dei murales che il Festival Asalto realizza sulle pareti della città dal 2005: un modo diverso e sorprendente di esplorare le sue strade.

 

E quando arriva la fame, è il momento di dirigersi verso El Tubo, la zona delle tapas di Saragozza, dove è facile perdere la cognizione del tempo passando… da una tapa all’altra.

Dove dormire

L’hotel Sercotel Plaza Feria è uno di quei luoghi in cui si ha quasi voglia di restare a vivere. Grazie alla sua posizione, vicino all’aeroporto e alle principali vie di comunicazione della città, raggiungerlo è davvero semplice. E quando il fermento della Settimana Santa anima Saragozza, basta chiudere la porta della propria camera per ritrovare calma e tranquillità.

 

Le camere sono spaziose, calde e accoglienti, pensate per garantire il massimo riposo. E quando ne uscirai, la nostra proposta gastronomica, sia a colazione sia nel ristorante durante il resto della giornata, sarà una tentazione a cui difficilmente rinuncerai.

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